Il furto

Psicoterapia20 | 10 | 2016
Il furto è l’alterazione comportamentale più frequente e rappresenta il 70 per cento circa delle condotte delinquenziali minorili. È commesso con una frequenza molto maggiore dai maschi rispetto alle femmine. Per poter parlare di furto è necessario che il bambino abbia la nozione di “proprietà”, e che abbia inoltre sviluppato la nozione di “bene” e di “male”. Il bambino piccolo, infatti, considera ogni cosa come sua e solo dai sei, sette anni può, non solo capire che si sta appropriando di una cosa non sua, ma anche che questo è sbagliato. Le diverse età sono caratterizzate da diversi tipi di furto, non c’è necessariamente un rapporto di consequenzialità tra un bambino che ruba e il fatto che diventi un ladro da grande. I bambini iniziano a rubare in casa, per lo più cose che desiderano, poi dalla casa si passa ad ambienti frequentati come la scuola o negozi. È un furto diverso dal precedente, infatti viene commesso non tanto per l’interesse per l’oggetto, quanto per commettere l’atto del furto. Il senso di colpa spesso non è presente nei bambini più piccoli, mentre caratterizza quelli più grandi. Questo spiega perché gli oggetti rubati vengano spesso lasciati in posti visibili, quasi a suscitare una punizione. Nei ragazzi più grandi il furto assume spesso un significato all’interno del gruppo rivelando caratteristiche più preoccupanti.
Il contesto familiare del bambino che commette furti è nella quasi totalità delle volte un contesto di assenza, di carenze reali o affettive, degli estremi caratterizzati da massimo rigore o lassismo completo. Molti autori hanno sottolineato che il bambino che ruba sta come cercando di riappropriarsi di un qualcosa che gli spetta di diritto: la madre e il suo affetto. È fondamentale cogliere questo aspetto e cercare di sostenere il bambino nella sua ricerca di risposte ed affetto. Il furto può essere uno dei primi passi nel mondo della delinquenza, è finalizzato ad ottenere benefici materiali e spesso il senso di colpa è assente. Non è raro che si inserisca all’interno di un rito di iniziazione per l’ingresso in un gruppo (per lo più di tipo deviante).
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